Una nuova e fantastica spedizione con Africa wild truck, un viaggio fotografico aperto a tutti.
9 giorni - 10 safari in jeep a piedi ed in barca
Dal 23 aprile al 1° maggio 2010
il link del pdf del programma di viaggio :
Pubblicato da christianpatrickricci su 5 dicembre 2009
Una nuova e fantastica spedizione con Africa wild truck, un viaggio fotografico aperto a tutti.
9 giorni - 10 safari in jeep a piedi ed in barca
Dal 23 aprile al 1° maggio 2010
il link del pdf del programma di viaggio :
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Pubblicato da christianpatrickricci su 2 dicembre 2009
Si è conclusa la mostra fotografica in Giappone sull’isola di Sado, dove partecipo con una mia foto(sono membro del associazione), insieme ad altri 89 fotografi internazionali.
La mostra è organizzata dalla I.E.P.A (the International Environment Photographers Association) e si sposterà l’anno prossimo a Tokio.
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Pubblicato da christianpatrickricci su 18 settembre 2009

EV magazine
rivista mensile bilingue (italiano/inglese) di Natura, territorio, turismo del Piemonte Lombardia e Canton Ticino, di cui sono coordinatore editoriale e photoeditor.
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Pubblicato da christianpatrickricci su 18 settembre 2009
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PHOTODAY byPhotoFarm
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“Photoday” le giornate fotografiche di Photofarm, a stretto contatto con i fotografi professionisti, come in un reale reportage fotografico. Una giornata intensa dove apprendere trucchi, provare attrezzature professionali di nuova generazione, conoscere aspetti specialistici e non della fotografia di reportage naturalisitico.
Accompagnati da due docenti a totale vostra disposizione per svelarvi i trucchi del mestiere del fotografo naturalista e di reportage in ambienti e percorsi scelti per la bellezza del paesaggio, la conservazione, la biodiversità e la maggiore possibilità di fotografare animali. Un “photoday” è un corso ideale anche per chi esce per le prime volte con una nuova macchina reflex o che sta per passare a questo tipo di apparecchi fotografici. Per chi è già esperto o conosce le basi in una giornata con noi può meglio apprendere tecniche più specialistiche,infatti i docenti divideranno in gruppi i corsisti a seconda della preparazione tecnica degli stessi. I luoghi scelti dai corsi sono attentamente studiati per offrire oltre alle basi tecniche anche spunti fotografici interessanti e unici. Si potrà inoltre provare corpi macchina di ultima generazione ed obbiettivi professionali, che potranno aiutare il partecipante nella scelta all’acquisto, infatti spesso si provano obbiettivi e corpi in situazioni poco consone alla valutazione delle proprie esigenze. Grazie alla collaborazione con Foto-Colombo che oltre a fornire nozioni di tecnica e teoria fotografica sarà messo a disposizione il parco obbiettivi dei professionisti. Una giornata unica nel suo genere ad un prezzo accessibile a tutti. “solo 50 euro” Le ottiche ed i corpi che si potranno provare oltre a numerosi accessori: Nikon d3, Nikon d 700, Nikon d2x, cavalletti manfrotto teste a sfera e basculanti.
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Pubblicato da christianpatrickricci su 4 agosto 2009

Raganella
La raganella
Appartenente all’ordine degli Anuri e alla famiglia degli Ilidi, la raganella può essere facilmente riconosciuta per il corpo globoso di circa 5 cm di lunghezza massima, per la colorazione solitamente verde brillante e per la presenza di due fasce brune che, partendo dalle narici e attraversando l’occhio, scendono lungo i fianchi delimitando cosi un’area ventrale di colore grigio fumo o bruno-giallastro che nel maschio si presenta sempre più scuro che nella femmina.
Un altro carattere molto utile per la distinzione di quest’animale è la presenza dei dischi adesivi alle estremità delle dita che le permettono di arrampicarsi agevolmente su alberi e cespugli; questo comunque è un comportamento riscontrabile solo negli esemplari adulti, infatti i giovani preferiscono trascorrere il tempo in prossimità del terreno.
Gli adulti inoltre al di fuori del periodo riproduttivo, che va da aprile a maggio e durante il quale le femmine depongono sino a mille uova riunite in degli ammassi regolari delle dimensioni di una noce, possono allontanarsi sensibilmente dall’acqua; nel periodo che invece va dall’autunno alla primavera sono solite svernare in nascondigli sotterranei sia da sole che in piccoli gruppetti.
Per quanto riguarda il suo areale di distribuzione bisogna affermare che va dall’Africa settentrionale fino al Giappone, passando per l’Europa della quale non abita solo le Isole Britanniche.
In Europa esistono due specie distinte di Raganelle: Hyla arborea o Raganella, diffusa in tutta Italia e gran parte dell’Europa, con le caratteristiche fin ora descritte; Hyla meridionalis o Raganella mediterranea, diffusa nella Penisola iberica meridionale, Francia meridionale e in Italia solo in Liguria, con le fasce laterali che s’interrompono subito dopo l’area temporale.
Sul suo conto si dice che sia una specie di barometro naturale e che con il su o gracidio preannunci il mal tempo, in realtà ciò non è vero poiché con il peggiorare delle condizioni atmosferiche e con l’abbassarsi della temperatura si ammutoliscono prediligendo decisamente il bel tempo.
Lo sapevate che…
Una interessante particolarità delle raganelle è la capacità di mutare colore al mutare delle variazioni climatiche e del proprio stato di eccitazione, passando così dal verde al grigio, al bruno o addirittura ad una colorazione chiazzata.
(fonte natura mediterraneo)
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Pubblicato da christianpatrickricci su 4 agosto 2009
Nessuno dovrebbe tollerare che vengano inflitte agli animali delle sofferenze e neppure declinare le proprie responsabilità. Nessuno dovrebbe starsene tranquillo pensando che altrimenti si immischierebbe in affari che non lo riguardano. Quando tanti maltrattamenti vengono inflitti agli animali, quando essi agonizzano ignorati per colpa di uomini senza cuore, siamo tutti colpevoli.
- Albert Schweitzer (1875-1965)
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Pubblicato da christianpatrickricci su 11 luglio 2009

Urcinus Orca
Con Christian Patrick Ricci e Mirko Sotgiu della scuola di fotografia naturalistica Photofarm
organizzazione Avalco travel
Caratteristiche del viaggio:
• viaggio fotografico alle isole Lofoten (paesaggi, natura) e alla costa di Tysfjord
(avvistamento delle orche), accompagnati da due fotografi di natura professionisti
• uscite giornaliere da Tysfjord in barca e gommone, per fotografia ravvicinata delle orche
• possibilità di snorkeling (immersioni in superficie) tra le orche
• un’esperienza eccezionale : uscita notturna in gommone
• estensione alle isole Lofoten, nell’ambiente eccezionale dell’inverno artico, tra montagne
innevate e villaggi di pescatori
• possibilità di ammirare l’aurora boreale
• workshop fotografico con assistenza da parte di due professionisti dello staff Photofarm
durante la giornata, più debriefing serale per commenti e teoria
• spostamenti in auto o minivan privato
• alloggio in hotel e/o lodge o rorbur caratteristici e confortevoli, in puro stile norvegese.

Focus: workshop fotografico
Intento di questo viaggio fotografico è quello di realizzare un reportage fotografico sulle orche,
che da novembre a gennaio si concentrano nel tratto di mare del Vestfjorden (tra la costa e le
isole Lofoten) e del Ofotfjorden, seguendo le migrazioni delle aringhe, loro cibo preferito.
Fenomeno in riduzione a causa della diminuzione di questi pesci.
Al contrario delle crociere classiche, noi proponiamo un approccio più intimo ed avventuroso a
questi straordinari animali, tramite l’utilizzo di gommoni, mezzo che per la sua discrezione e la
sua rapidità meglio si addice alle esigenze della fotografia.
In inverno le ore di luce sono poche, tuttavia offrono al fotografo opportunità di immagini
eccezionali. Nelle ore serali e con le condizioni favorevoli si potrà ammirare e fotografare lo
spettacolo dell’aurora boreale. . La luce sempre radente, il crepuscolo molto lungo offre paesaggi
da fiaba, le Lofoten offrono profili degni dei racconti di Tolkien.
I fotografi Photofarm durante il viaggio saranno a vostra disposizione per aiutarvi in tutte le fasi di
ripresa, che nell’ambiente specifico è piuttosto tecnica e complicata dalle condizioni ambientali
(luce, freddo, movimenti rapidi del soggetto e dell’imbarcazione).
Durante le serate in albergo, tramite portatili visioneremo le immagini realizzare durante il giorno
per correggere eventuali errori, inoltre dove possibile si impartiranno alcuni cenni di post
produzione delle immagini, la scelta delle immagini e i metodi di archiviazione.
Durante il viaggio, oltre alle tecniche della fotografia naturalistica di azione, potremo anche
approfondire, nel contesto diverso delle Isole Lofoten, il tema della fotografia di paesaggio e nella
varie fasi della giornata. Ci fermeremo dove riterremo opportuno per sfruttare al meglio le ore di
luce .
ORCA SAFARI
Da novembre a febbraio le aringhe migrano dal Mare di Barents verso le coste settentrionali della
Norvegia, spinte dalla Corrente del Golfo. Al loro seguito arrivano le orche di cui l’aringa
costituisce il pasto preferito.
Gli spostamenti possono variare di anno in anno; mediamente la più alta concentrazione si trova
dal Vestfjorden (il tratto di mare tra le Isole Lofoten e la costa) verso I’ Ofotfjorden (Narvik), e nel
Tysfjord. Quest’ultimo è particolarmente adatto agli avvistamenti, perchè la zona è più ristretta e
l’incontro con I bestioni risulta facilitato.
Il periodo più favorevole è dicembre. Anche se il sole non si alza mai sopra l’orizzonte, la debole
luce è sufficiente a realizzare fotografie spettacolari, grazie alla nitidezza dell’aria ed ai colori
magici dell’inverno artico. Inoltre, in dicembre si hanno più occasioni di vedere l’aurora boreale
(vedi sotto).
L’orca è il più grosso predatore marino. E’ fornita di formidabili mascelle e denti taglienti, che le
consentono di attaccare, oltre che le foche, anche delfini e persino altre specie di balene quali la
balenottrea minore e la focena.
Nonostante le terrificanti abitudini alimentari, le orche sono animali di carattere amichevole,
vivono in gruppi famigliari che raggiungono le 50 unità e oltre.
Sono animali nomadi, non legati ad alcun territorio particolare, ma semplicemente seguono gli
spostamenti delle prede. Possono arrivare a 60 anni di età e oltre.
Nelle acque del Tysfjord le orche possono essere avvicinate in barca o in gommone. Le nostre
guide locali conoscono a fondo questo mare e le abitudini delle orche, quindi sanno portarci nella
zona e nel momento più favorevole per l’avvistamento e la fotografia. I più coraggiosi potranno
persino immergersi in acqua e fare snorkelling tra le orche, naturalmente con l’assistenza delle
guide.
Sicuramente occorre però molta pazienza, non sempre l’avvistamento è prevedibile né immediato
o facile e di fatto dipende molto dalla migrazione di aringhe avvenuta nel periodo.
Il safari si svolge durante le ore di luce, e dura indicativamente da 4 a 6 ore con la barca e 34
ore con il gommone. Con il gommone il contatto è più diretto ed intenso, si vive un’autentica
avventura marina, per la quale occorre prepararsi seriamente con l’attrezzatura, l’abbigliamento, e
le misure di sicurezza opportune.
In ogni caso gli avvistamenti saranno condotti osservando il minimo impatto ambientale, nel
rispetto totale delle abitudini e delle esigenze degli animali, per non disturbarli durante I pasti o la
loro attività sociale. A questo proposito le disposizioni impartite dalle guide dovranno essere
seguite senza eccezioni. In particolare, nella fotografia alle orche è vietato l’uso del flash.
LE ISOLE LOFOTEN
Le isole Lofoten si estendono poco a nord del 68° parallelo, a poca distanza dalla costa norvegese
dalla quale sono separate dal Vestfjorden.
La superficie complessiva è di circa 1220 km2 e vi risiedono 24 mila abitanti.
Le isole furono abitate già 6000 anni fa, quando il territorio era ricoperto da foreste e I residenti
vivevano di caccia e di pesca. L’agricoltura fu introdotta 4000 anni fa.
Le Lofoten divennero presto una colonia vichinga; I vichinghi svilupparono sopratutto la pesca al
merluzzo che per molti secoli ha rappresentato l’attività principale delle isole. Ancora oggi è
abbastanza praticata, da febbraio ad aprile. Ovunque sulle isole si vedono le rastrelliere di legno
per essicare I merluzzi, e le caratteristiche palafitte dei pescatori (rorbur) che oggi in gran parte
sono state trasformate in alloggi per I visitatori.
Pur trovandosi oltre il circolo polare artico, il clima è abbastanza mite (anche in inverno), poichè
influenzato dalla Corrente del Golfo.
L’ambiente è dominato dalle aspre rocce granitiche a picco sul mare, inframezzate tra un fiordo e
l’altro da alcune zone collinose con numerosi laghi. Le Lofoten sono famose per l’eccezionale
popolazione di uccelli marini: la gazza marina, l’uria, il cormorano, il gabbiano tridattilo, il
pulcinella di mare. Inoltre nella parte meridionale, al largo dell’isola di Moskenesoya, e sulle
minuscule isole di Vaeroy e Roest, nidificano le maestose aquile di mare , facilmente riconoscibili
per le dimensioni imponenti e la coda bianca.
Il turismo alle Lofoten è concentrato sopratutto in estate. In inverno ci sono pochi appassionati di
sci e outdoor che dediderano godere dell’isolamento e della natura eccezionale delle isole. Sulle
aspre montagne dell’interno si possono fare interessanti traversate in sci e ciaspole, anche
impegnative, o escursioni in mare alla ricerca di foche, balene, orche.
Dal punto di vista fotografico le Lofoten in veste invernale offrono paesaggi artici intensi; la luce
non è molta ma proprio per questo sarà interessante sfruttare il contrasto tra la neve delle
montagne, il mare, e I colorii vivaci dei pochi insediamenti umani.
A Svolvaer la visita a Magic Ice (esposizione delle sculture di ghiaccio) può essere un’occasione
originale di foto particolari, ed il villaggio di Å, all’estremità meridionale dei Moskenesoya, vale lui
solo un viaggio fotografico.
Le Lofoten, in ragione dell’ambiente naturale bellissimo e della tranquilltà dei luoghi, hanno
attratto pareccho artisti norvegesi che vi hanno stabilito il loro atelier o addiritura la residenza.
Non è raro incontrare nei vari paesi botteghe e mostre dei molti artisti: pittori, scultori, artigiani
del vetro, del ferro, del legno.

L’AURORA BOREALE
Un’alto elemento di interesse fotografico di questo viaggio è naturalmente l’aurora boreale.
L’aurora boreale (“Northern lights” in inglese) si forma dal cosiddetto vento solare (particelle
ionizzate provocate dale tempeste solari) che, sospinto nelle regioni polari dal campo magnetico
terrestre, interagisce con gli atomi di ossigeno e azoto dell’atmosfera generando energia luminosa
di altissima densità. Dalla terra il fenomeno è dunque visibile (al buio) come strisce verdi chiaro
o giallorosa o viola, con varie sfumature di colore e le forme più bizarre e sempre diverse.
Nell’antichità gli inuit consideravano il fenomeno come un messaggio divino, cui attribuivano vari
significati, per esempio quello di dono dei defunti per rallegrare le freddi notti polari.
L’aurora boreale raggiunge la sua massima intensità da novembre a febbraio, in concomitanza con
la notte polare. La sua apparizione è più probabile durante le notti chiare, fredde, e sgombre da
nubi. Tuttavia è difficile prevedere il fenomeno, che può essere presente o meno e con intenistà
diversa anche cambiando di poco il luogo di osservazione.
Dal punto di vista fotografico, le aurora boreali sono un soggetto tecnicamente non facile, se si
desidera aver un risultato valido e non banale.
I professionisti di Photofarm potranno darvi tutti i suggerimenti per ottenere le immagini
migliori.
PROGRAMMA
Giorno 1: Arrivo a Bodo Trasferimento a Tysfjord
Arrivo a Bodo, sulla costa nordoccidentale della Norvegia, in aereo via Oslo.
All’aeroporto: ritiro delle auto a noleggio. Trasferimento in città. Cena libera. Alloggio in hotel con
prima colazione. Bodo è il maggiore centro del Nordland, dal secolo scorso un importante centro
commerciale soprattutto per l’industria del pesce. Come città non offre granchè, però la posizione
è splendida tra la vista del mare con le isole e l’entroterra montagnoso
Giorno 2: da Bodo a Tysfjord
Durante il trasferimento a Tysfjord (circa 200 km), in parte a bordo mare ed in parte all’interno,
già si gusta un po’ del paesaggio straordinario della frastagliata costa norvegese, e molti sono i
possibili punti di sosta per fotografare.
Appena fuori Bodo, se l’orario e le condizioni sono favorevoli, si potrà ammirare il fenomeno del
“malstroem”. Qui le alte maree del Saltfjord e del Saltstraimenfjord si incontrano su tutta la
larghezza del fiordo a livelli diversi, generando grosse onde che si infrangono con violenza, più
volte al giorno ad intervalli regolari. Il fenomeno può essere più o meno notevole, ma comunque è
unico al mondo per dimensioni. Dalla costa si possono realizzare scatti interessanti utilizzando
lunghi teleobiettivi.
Lungo la costa, con un po’ di fortuna, sarà possibile ammirare il volo dell’aquila di mare, che
proprio nella rgeione di Bodo ha la massima concentrazione di tutta la Norvegia.
Nel pomeriggio arriviamo in vista del Tysfjorden, dove alloggiamo presso un tranquillo lodge con
vista sul mare, semplice ma confortevole.
Giorni 345: Tysfjord
Dal lodge ci rechiamo giornalmente alla base operativa dove partono barche e gommoni per
l’avvistamento delle orche. Naturalmente occorre sfruttare le ore di luce (normalmente tra le 10 e
le 16).
Il primo giorno utilizzeremo una comoda barca, per prendere famigliarità con l’ambiente e con la
situazione dal punto di vista fotografico.
Il secondo giorno usciremo invece con i gommoni, per un incontro più ravvicinato ai grandi
cetacei. Sarà necessario coprirsi bene e non trascurare alcun dettaglio nella preparazione delle
attrezzature.
Il terzo giorno usciremo ancora con i gommoni, e per chi fosse interessato e ne avesse il coraggio,
ci sarà la possibilità (opzionale) di immergersi in acqua (mediamente 3°5° C) per fare snorkeling
tra le orche, un’esperienza adrenalinica ed indimenticabile !
Nella terza giornata, se le condizioni del mare lo permettono, faremo un’uscita notturna in
gommone. Al buio l’avvistamento delle orche è ancora più avventuroso ed inoltre si aggiunge il
fascino della notte artica.
Alla sera, se qualcuno volesse assaporare un po’ della mondanità norvegese, si può anche andare
a visitare Narvik (circa 50 km a nord, verso Tromso), piccola e vivace cittadina, un tempo porto
minerario per il trasporto dei minerali raccolti dal vicino centro minerario di Kiruna in Svezia.
Giorno 6: Da Tysfjord alle Isole Lofoten
In mattinata lasciamo Tysfjord, facciamo una deviazione (facoltativa )per ammirare il famoso
Stetind, la montagna simbolo della Norvegia, una singolare lancia di granito e ghiaccio che si
scaglia verso il cielo a poca distanza dalla costa.
Quindi dal porticciolo di Bognes carichiamo le auto sul ferry che ci porta a Loedingen sulle isole
Lofoten. Da Loedingen seguiamo la strada principale E10 che con percorso tortuoso attraversa
l’isola di Hinnoya e arriva a Svolvaer sull’isola Austvagoy.
L’ambiente è spettacolare: le montagne di granito, a quote intorno ai 1000 m, scendono a picco
sul mare tra un susseguirsi di fiordi, laghi, nevai, il tutto rallegrato ogni tanto da qualche villaggio
di pescatori con le tipiche casette multicolori.
Tutte le isole sono collegate da ponti ma, oltre la strada principale, ci si trova nella wilderness più
assoluta dove la sola voce è quella del vento.
In vista dello scenografico Austnesfjorden, varrà la pena fare una deviazione per visitare il villaggio
di Fiskebol, sulla costa settentrionale. Poi si continua per la E10 fino a Svolvaer, il principale centro
dell’Isola e dotato di tutti i servizi.
Alloggio presso rorbur caratteristico (ex capanno di pescatori di merluzzo, riconvertito a lodge
con tutti i confort essenziali).
Giorno 7: Isole Lofoten
Da Svolvaer proseguiamo verso sud, visitiamo il grazioso villaggio di Kabelvag, dove vale la pena
fotografare la Vagan Kirke (per dimensioni la seconda chiesa completamente in legno della
Norvegia), per quindi facciamo una breve deviazione per raggiungere Henningsvaer, piccolissima
isola posta all’estremità meridionale di Austvagoy e affacciata sul Vestfjorden. Il piccolo villaggio
di pescatori è costituito da diversi isolotti sull’acqua, al punto che qualcuno ha definito
Henninggsvaer la “Venezia delle Lofoten”.
Da qui riprendiamo la E10, attraverso un ponte arriviamo all’isola Vestagoya, passiamo Stamsund
e Leknes e con un ennesimo ponte arriviamo a Moskensoya, la più occidentale delle isole Lofoten.
Volendo, una deviazione a Nusfjord soddisfa solo la curiosità di vedere questo villaggio di
pescatori ricostruito ad arte e davvero bello, ma al quale preferiamo certamente il più autentico Å
.
Da Reine continuiamo fino ad Å (il nome con la sola lettera Å l’ultima lettera dell’alfabeto
norvegese) non è uno scherzo), il villaggio più meridionale, forse l’angolo più caratteristico e
piacevole delle Lofoten. In inverno si presenta nella sua genuina naturalezza, solo le case
colorate dei pescatori di merluzzo e gli essicatoi del pesce. Dall’estremità meridionale si ammira
il severo tratto di mare detto “Moskenstraumen”, tra Moskenesoya e la piccola kisola di Sorvaroy,
celebre per le violente onde create dalle maree e per la ricca fauna marina.
Alloggio in rorbur ad Å.
Giorno 8: Bodo
Al mattino prendiamo il ferry da Moskenes per Bodo. Sono circa 4 ore di traversata, veramente
piacevole se il mare non è mosso, e interessante anche per diversi scatti fotografici. Possibilità di
avvistare belene, delfini, orche, e vicino alla costa le foche, l’aquila di mare e altre specie di
uccelli marini.
Arrivati a Bodo, ci rechiamo all’aeroporto per restituire i mezzi. Volo di rientro in Italia.
ATTENZIONE. Il programma potrà subire variazioni in relazione alle condizioni ambientali e alle
esigenze fotografiche del momento.
N.B. L’avvistamento delle orche non è sempre garantito. Questi animali seguono ritmi complessi e
i loro spostamenti sono variabili di anno in anno. Le statistiche locali indicano una probabilità di
avvistamento superiore al 50% nelle uscite del mese di dicembre.
SERVIZI INCLUSI:
• Briefing con i partecipanti (indicativamente 1 mese prima della partenza) per conoscenza
del gruppo. e definizione degli aspetti partici del viaggio
• Alloggi in hotel *** a Bodo con trattamento di pernottamento e prima colazione, in lodge a
Tysfjord con servizio di mezza pensione, in rorbur alle isole Lofoten con solo
pernottamento.
• Pasti inclusi: prima colazione a Bodo, prima colazione e cena a Tysfjord. Pranzo leggero
sulla barca a Tysfjord (primo giorno). Tutti gli altri pasti sono liberi, e generalmente
concordati tra il gruppo. Per le uscite in gommone a Tysfjord si consiglia di portare un
leggero picnic secondo i gusti personali.
• Auto o Minibus ad uso esclusivo del gruppo, sempre a disposizione
• uscite in barca e gommone per orca safari come da programma, con personale
specializzato e attrezzature di sicurezza (incluso life jacket)
• Assistenza di due fotografi professionisti PhotoFarm e workshop fotografico
• materiale didattico per il workshop fotografico
OPZIONI A RICHIESTA:
• voli a/da Bodo
• eventuali pernottamenti a Oslo all’inizio e/o alla fine del tour
• viaggio per solo accompagnatore (non fotografo)
• snorkeling durante l’orca safari (il terzo giorno a Tysfjord), con attrezzatura specifica
fornita
• camera singola
• assicurazioni: sanitaria, infortuni, rinucia, bagaglio
• estensioni di più giorni alle Isole Lofoten
• estensioni per visita a Oslo.
NON INCLUSI NEL PREZZO:
materiale da trekking, pasti non menzionati, bevande ed extra, eventuali tasse doganali e
aeroportuali, eventuale fuel surcharge, eccedenza bagaglio, ingressi a parchi, musei ed altri siti
turistici, ferry boat lungo la costa e a/da isole Lofoten, carburante auto o minivan, abbigliamento
personale per uscite in barca e gommone, assicurazioni, mance, e quanto altro non menzionato
come incluso.
CASSA COMUNE
Sarà costituita una cassa comune per sostenere le spese locali di carburante auto o minibus, ferry,
ingressi ai parchi e aree turistiche, ed eventualmente anche per i pasti.
Le modalità saranno definite in occasione della riunione prima del viaggio.
MEZZI DI TRASPORTO
Utilizzeremo un minivan, o in alternativa due auto tipo SUV medio, in relazione al numero di
partecipanti. In ogni caso avremo spazio sufficiente per le persone e per i bagagli, oltre che per le
preziose attrezzature fotografiche.
I mezzi verranno ritirati e restituiti all’aeroporto di Bodo.
ALLOGGI
Abbiamo privilegiato lodge o rorbur semplici ma confortevoli, tipici norvegesie ben inseriti
nell’ambiente. Strutture piccole dove è facile avere un servizio curato, personale e senza
formalità.
Le camere sono multiple, per contenere i costi, ma su richiesta sono disponibili anche camere
singole. A volte i bagni sono al piano e non in camera.
VOLI
Bodo si raggiunge dall’Italia con voli di linea SAS via Copenhagen e Oslo.
In alternativa con voli low cost: a Oslo con Easyjet diretto da Roma, con Air Berlina via Munich o
Copenhagen, con Easyjet via Londra, Edinburgo, Berlino o Stoccolma, con Ryanair via Berlino; da
Oslo a Bodo con Norwegian Air Shuttle.
I prezzi dall’Italia a Bodo (a + r) quotano attualmente da 450 € circa.
Le tariffe potranno variare in funzione dell’aeroporto di partenza, delle date e orari scelti, delle
tratte e compagnie scelte e disponibili, e naturalmente dal momento della prenotazione.
CLIMA
Le isole Lofoten ed il tratto di costa norvegese adiacente sono caratterizzate, anche in pieno
inverno, da un clima mitigato dalla corrente del Golfo.
A dicembre mediamente le temperature variano dalla minima notturna di 8°C alla massima diurna
di +3°C. Ci possono essere molti giorni di neve o pioggia, ma globalmente le precipitazioni hanno
durata breve e sono poco abbondanti (media di 95 mm nel mese).
Ci troviamo appena sopra il Circolo Polare Artico, pertanto in dicembre ci sono poche ore di luce
(mediamente dalle 10 alle 14) ed il sole non si trova mai sopra l’orizzonte.
LOGISTICA
L’organizzazione logistica del viaggio è a cura del tour operator Avalco Travel
(www.avalcotravel.com).
CARTE
• Freytag & Berndt, Norway 1:600,000 (generale)
• Cappelens, No. 4 Nordland og SoerTroms 1:400,000 (zona di Bodo – Tromso)
• Turkartserien 1:100,000 folgio 2567, Bodo – ed. Ugland IT (zona di Bodo – Narvik)
• Norway Toppgraphic Series 1:50,000 , foglio n° 1331III Kjopsvik – ed. Ugland IT (zona di
Tysfjord)
• Turkartserien 1:100,000 foglio 2549, Lofoten ed. Ugland IT (isole Lofoten)
• Turkartserien 1:50,000 fogli 2673 e 2671 ed. Ugland IT (Isole Lofoten)
GUIDE
• Norway ed. The Rough Guide
• Norvegia ed. Lonely Planet (in italiano)
• Wildlife of the North Atlantic – ed. Bradt Wildlife Guides
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Per informazioni sulla parte fotografica: contattare Mirko Sotgiu di PhotoFarm, tel. 328.9275353,
email mirko@alpinfoto.it.
Per tutte le altre informazioni e prenotazioni: contattare Avalco Travel, tel. 348.3908459, email
info@avalcotravel.com, oppure l’agenzia Exito Time (sig.ra Francesca) tel. 035.210333.
MODALITA’ DI PRENOTAZIONE
Entro il 5/10 si dovrà chiedere ad Avalco Travel il modulo di prenotazione , che va restituito
compilato con l’evidenza del versamento dell’acconto, pari al 30% del costo del viaggio.
Il saldo sarà dovuto entro 30 gg dalla partenza.
Valgono le CONDIZIONI GENERALI di fornitura dei servizi, pubblicate sul sito
www.avalcotravel.com.
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Pubblicato da christianpatrickricci su 11 luglio 2009
Mi trovavo in Val vigezzo per un servizio fotografico il sole si stava alzando velocemente ed ho deciso di riprendere la margherita in controluce mettendo esattamente il sole dietro al fiore.

Margherita in controluce
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Pubblicato da christianpatrickricci su 11 luglio 2009
Giugno e luglio sopratutto giugno, sono i periodi di maggior presenza delle libellule, ho usato un ottica macro lunga e diaframmi molto aperti, la libellula avvicinandomi tranquillamente non aveva timore della mia presenza.

Libellula Fulva
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Pubblicato da christianpatrickricci su 4 marzo 2009
Uno dei posti più infuocati della terra.
Una terra tormentata da eruzioni vulcaniche e dal sole implacabile, una fornace, un inferno per molti, un paradiso per la fauna e la flora.
Si perchè il Sonora è un deserto pieno di vita, con i suoi cicli vitali dettati dalle piogge.
Un paradiso violento!

Saguari al tramonto
La maggiore regione arida dell’America settentrionale, il deserto di Sonora il nome deriva da “Sonota”, termine papago che significa “luogo delle piante”. I rilievi presenti nel territorio sono generalmente bassi; l’altitudine media è di 305 m. Le cime più elevate sono i monti Chocolate e Chuckwalla, in California, i monti Kofa e Harquahala, in Arizona, e il Cerro del Pinacate, in territorio messicano.
La temperatura media della regione, una delle più calde e secche dell’America settentrionale, supera i 38 °C in estate.Le precipitazioni sono inferiori ai 250 mm annui. Il deserto di Sonora possiede una vegetazione caratteristica, in grado di crescere in un suolo estremamente arido, assorbire e trattenere umidità e resistere alle forti escursioni termiche e all’erosione dei venti. Predominano nell’area i cactus – tra cui il saguaro o cactus gigante – e la vegetazione arbustiva; diffusa anche la yucca gigante e il mesquite. Numerose le specie animali, tra cui mammiferi come il coyote e la lince, e rettili quali il mostro di Gila, il serpente a sonagli e il geco.
El Pinacate e Gran Desierto de Altar
Si tratta di una regione vulcanica che si trova nell’estremo nord-ovest dello Stato di Sonora. Copre una superficie di 714, 556,5 ettari, che copre una parte dei comuni di Porto Peñasco, San Luis Rio Colorado e Plutarco Elías Calles.
Se potessimo osservare dallo spazio, questa regione sarebbe una macchia scura circondata da un grande spazio di luce con un bel colore azzurro del mare del Golfo della California.
Considerata come una delle più aride e inospitali regioni, lungi dall’essere una regione biologicamente povera. E ‘caratterizzata dalla sua insolita bellezza paesaggistica e la grande diversità biologica, l’attività vulcanica, ha trasformato il territorio in un laboratorio di geologia a cielo aperto, attirando l’attenzione di turisti e ricercatori provenienti da varie regioni del mondo.
Per la ricchezza ecologica, il valore del suo paesaggio , el Pinacate è stato dichiarato con decreto presidenziale Riserva della Biosfera 10 giugno 1993.
La regione del Gran Pinacate e Desierto de Altar concentra circa il 18% della flora registrata per lo Stato di Sonora (553 specie) con il governatore, il Sahuaro, il Choy e l’Ocotillo. Con le prime gocce di pioggia il deserto si trasforma in un tappeto di fiori ,dune di sabbia e lavanda.
Nonostante le elevate temperature estive, con scarse precipitazioni e la mancanza di acqua di superficie, tutti i gruppi di vertebrati sono rappresentati. Ci sono 41 specie di mammiferi e altre 5 sono state introdotte per l’ecosistema. Tra gli uccelli migratori e residenti si trovano circa 237 specie c. Ci sono 45 specie di rettili e anfibi.
Tuttavia, non solo l’imponente e ricco paesaggio biologico rende il posto speciale, anche il vissuto dei Papagos e degli Odham (indiani del Sonora) per migliaia di anni ha lasciato antiche testimonianze di luoghi sacri e cerimoniali.
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